You are hereBlog / blog di roberto / Marco Pantani

Marco Pantani


By roberto - Posted on 16 agosto 2008

Marco

Non so esattamente come sia successo, forse le diverse giornate passate a Cesenatico, forse semplice curiosità, ma di recente ho preso molto a cuore le vicende che hanno portato Marco Pantani, alla fine della sua carriera e purtroppo della sua vita.

Non sono mai stato un appassionato di ciclismo, mai visto una tappa del giro d'Italia o del Tour de France in vita mia, se non in quell'anno in cui il Pirata passò alla storia vincendo Giro e Tour incollando agli schermi migliaia di tifosi, me compreso, che della bicicletta sapevano forse che aveva due ruote.

Ovvio, gli italiani si appassionano agli sport meno popolari quando l'Italia vince, vale lo stesso per lo sci la formula una il moto mondiale etc. etc...

Ma c'era qualcosa di diverso, provavo un'emozione che mai Schumacher o Tomba mi avevano fatto provare. Vedevo un'energia viva, una forza naturale uno sportivo che praticava lo sport della sua vita soffrendo come pochi campioni sanno fare, vinceva e permetteva a noi di vincere con lui.

E' durato un attimo, un'estate e poi neanche il tempo di prepararsi a gioire per l'ormai sicura vittoria del giro del '99 ed ecco che arriva lo stop a Madonna di Campiglio perché l'ematocrito superava il limite massimo consentito.

Tempo qualche giorno e gli appassionati occasionali si dimenticarono del Pirata fino al giorno della sua morte. Tra quelli, c'ero anch'io.

Ecco mentre scrivo mi rendo conto che forse, è stato il senso di colpa dovuto alla mia ingratitudine, nel non aver approfondito le vicende che avevano portato Marco, verso l'epilogo sportivo a spingermi verso di lui.

1 Il primo libro che ho letto è stato "GLI ULTIMI GIORNI DI MARCO PANTANI" del giornalista francese Philippe Brunel.

Con la sua inchiesta Brunel ha cercato di far luce sulle cause della morte di Marco, che per molti non è stata una tragica fatalità legata alla droga, ma un vero e proprio omicidio.

Sicuramente nel libro emergono diversi punti poco chiari sugli ultimi giorni di vita del pirata, ma posso affermare che l'autore non è riuscito completamente nel suo obbiettivo, ma di sicuro raccoglie abbastanza informazioni per dire la squalifica di Marco a Campiglio è stata pilotata perché quell'anno il Pirata NON DOVEVA VINCERE IL GIRO.

Qualche settimana fa, sempre durante un week end a Cesenatico sono stato a visitare la tomba di marco e il museo gestito dai genitori chiamato Spazio Pantani.

Un piccolo spazio pieno di ricordi e di amore che permettono ai visitatori di ripercorrere la carriera di un vero eroe dello sport.

All'uscita ho acquistato e letto il libro scritto da Enzo Vicennati con lo scopo di pubblicare la voce della mamma di Marco, Tonina Pantani.

Il libro s'intitola "ERA MIO FIGLIO". L'obbiettivo principale è di mostrare al mondo chi era Marco, prima durante e dopo la trasformazione del loro bambino nel Pirata Pantani.

L'altro intento forse non voluto, ma ottenuto è quello di scagionare i genitori di Marco, accusati per tanto tempo e, anche tutt'ora sentendo i loro concittadini, di non aver seguito a dovere il loro figlio e non essere quindi riusciti ad aiutarlo nel momento del bisogno.

Certo noi tutti sappiamo che quando Marco è morto i genitori si trovavano in crociera scatenando così la disapprovazione comune.

2

Nel libro emerge che i genitori erano lontani da Marco, perché così era stato loro suggerito. Ho scelto questo dettaglio perché ciò che è evidente leggendo queste pagine, è che i genitori di Marco amavano il loro bambino, e non hanno mancato di farglielo sapere.

L'ultimo mio giorno di vacanza sono passato davanti alla casa della famiglia costruita da Marco nei giorni di gloria.

C'era silenzio, e quello che provavo era solitudine e dolore, un dolore forte solo attutito dal tempo.

Ora dopo tutta questa cronistoria del mio breve incontro con Marco, vi lascio con le mie personali conclusioni da "ipocrita uditore".

Marco Pantani è stato uno dei più grandi ciclisti di tutti i tempi, ma la sua poca attitudine ai compromessi e la sua assoluta volontà ad accettare le "regole del gioco" alle quali i grandi dello sport e dello spettacolo spesso sono costretti a sottostare, hanno fatto si che si creasse il vuoto intorno a lui, non lasciandogli scampo quando gli fu tesa una trappola nel 99 a Campiglio.

Marco si dopava, ma lo faceva esattamente come tutti gli altri. Secondo voi, quale uomo può fare quello che fanno i ciclisti solo con il sudore della fronte? (Ma questa è un'altra storia, e si dovrà raccontare un'altra volta...)

Alcuni vengono "beccati" a volte solo perché non riescono a gestire la situazione al fine di "ritentare nei parametri".

Ma Marco quel giorno a Campiglio, era pienamente nei parametri,ma in ogni caso non doveva correre.

Tenete presente che l'epo ai tempi non era rintracciabile nel sangue, quindi l'unico modo per dimostrare il dolo sportivi era di misurare l'ematocrito, il quale non doveva superare un certo valore. In caso positivo, l'atleta veniva fermato non per doping, ma perché valori alti dell'ematocrito sarebbero stati potenzialmente dannosi per la salute. Superati i 15 giorni del blocco coatto, Marco era legalmente autorizzato a risalite sulla bicicletta.

Ma per tutto il mondo, grazie ai media, Marco era un drogato!!!

Una telefonata qualche giorno dopo alla famiglia, chiedeva loro di lasciar perdere e non cercare di indagare oltre, perché comunque Marco quel giro non lo avrebbe vinto, in un modo o nell'altro.

Scrivo in queste pagine un breve riassunto di ciò che ho letto e provato al fine di poter ricevere un giorno da parte di Marco e della sua famiglia il perdono che chiedo con questo gesto, per non aver voluto andare al di la delle apparenze, di credere come molti altri a ciò che dovevamo credere e ancor oggi per non contrastare quell'ipocrisia che circonda il mondo dello sport, perché ci da la possibilità di trascorrere qualche ora di emozione e ci da argomenti da discutere al bar con gli amici.

Tutti quelli che come me si sono comportati sono innocenti colpevoli della solitaria morte di un grande sportivo e del suo tanto amato sport.

spazio

Tag

Ciao, io non ho letto i libri ma sono nella lista delle letture future (non penso siano, assieme a "diecimila gavette di ghiaccio", letture estive), non sono un superappassionato di ciclismo ma Pantani e' e rimarra' nel mio cuore. Si dopava ? Non penso. Sicuramente e' stato incastrato, da chi forse non lo si scoprira' mai. So che in Italia va di moda il complottismo, ma veramente Marco non e' mai stato trovato positivo a niente, solo l'ematocrito alto (di un punto o due) che, come avrai letto nel libro, e' quasi normale per chi lo ha alto gia' di natura e dopo una tappa dolomitica che implica grosso dispendio di liquidi.
La cosa che piu' mi ha colpito e' la durezza e la forza del ciclista, e la fragilita' umana, il pirata vs marco. La stessa idea che mi ha dato, ad esempio Ayrton Senna, cosi' forte e spavaldo in pista, quanto umano e generoso nel privato.
Pantani rimarra' nel mio cuore, ed ho gia' in mente di andare alla piadineria di sua mamma per stringerle la mano.

Ciao,

Quote:
Si dopava ? Non penso. Sicuramente e' stato incastrato, da chi forse non lo si scoprira' mai.

su questo argomento ti invito a leggere qualcosa prima di sbilanciarti.

Quote:
ed ho gia' in mente di andare alla piadineria di sua mamma per stringerle la mano.

Tonina Pantani ha lasciato la piadineria da anni. Oggi è gestita da altri ed la sede del fun club di Cesenatico.

roberto wrote:
Ciao,

Quote:
Si dopava ? Non penso. Sicuramente e' stato incastrato, da chi forse non lo si scoprira' mai.

su questo argomento ti invito a leggere qualcosa prima di sbilanciarti.

non mi sbilancio, non faccio affermazioni assolute: non penso che si dopasse e forse non si scoprira' mai chi l'ha incastrato. Accetto comunque l'invito, come ho detto ho gia' intenzione di leggere i due libri (e vedere la collana di DVD), ma se hai voglia/tempo di dirmi cosa ne pensi tu sarebbe interessante per farmi un'idea

Quote:
ed ho gia' in mente di andare alla piadineria di sua mamma per stringerle la mano.

roberto wrote:

Tonina Pantani ha lasciato la piadineria da anni. Oggi è gestita da altri ed la sede del fun club di Cesenatico.

ahh...ecco...io ero rimasto ad una intervista in tv, probabilmente era datata, anzi sicuramente visto quello che mi dici.

Quote:
ma se hai voglia/tempo di dirmi cosa ne pensi tu sarebbe interessante per farmi un'idea

Ciao,

l'ho scritto nel mio post:

Dal post di Roberto wrote:
Marco si dopava, ma lo faceva esattamente come tutti gli altri. Secondo voi, quale uomo può fare quello che fanno i ciclisti solo con il sudore della fronte?

Ciò che lui non accettava era il fatto che non esistevano regole uguali per tutti gli sport. L'epo ad esempio è stato provato essere usato anche nel calcio, ma nessuno si è permesso di fare controlli a sorpresa durante la notte nei ritiri oppure entrando in casa di amici o parenti.

Questo Marco non lo accettava. Regole uguali per tutti. Ha cominciato questa crociata da solo e come oggi sappiamo non è riuscito a concluderla perché è rimasto inascoltato.

Pantani resta unico, in tutto e per tutto.L' Italia e' abituata a gestire male e a distruggere cio' che la puo' render bella in tutti i campi. Pantani era in quegli anni il simbolo della gente il campione vero, come tutti i campioni o ti allinei con la politica di uno sport o ti distruggono prima sportivamente poi umanamente. Pantani era contro un sistema e la sua voce prendeva sempre piu' capitolo, diventava il ciclismo, non il corridore per il ciclismo. Armstrong per carita' gran corridore, perche' ha sempre avuto un trattamento diverso? Marco restera' unico nelle imprese mai replicate da nessuno( nemmeno da armstrong piu' volte diceva di battere il record della salita Alpes Duez e mai riuscitosi a farlo),grazie per aver portato la nostra bandiera a Parigi non l'ho dimentichero' mai. Detesto chi ora ti osanna quando dopo la farsa di Campiglio di insultava e ti isolava (Corridori, giornalisti, tifosi, ecc...)Sei unico.