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Nelle scuole francesi l'obbligo del voi
Sarkozy ne aveva parlato in campagna elettorale, ora arrivano le prime decisioni: rispetto delle regole e dei prof nelle classi
[Corriere.it]
Non salto dalla gioa per la sua vittoria, ma in questo caso, sono d'accordo con Sarkozy.
Va spiegato, per chi non lo sapesse, che il "Voi" francese, è usato come il "Lei" in Italia.
E' un po come se all'estero leggessero che Prodi ha reso obbligatorio il "Lei" in Italia, perché l'attuale costume, l'appiattimento culturale, e le mode anglosassoni, hanno portato a dare del "Tu" anche ai professori.
Ancor oggi ad una persona più grande di me, do del "Lei" fino a quando non mi viene concesso diversamente. E' una forma di rispetto che, nella cultura francese, si traduce con il dare del "Voi".
Questa decisione, ha dal mio punto di vista due interpretazioni: una positiva e una negativa.
La positiva è che Sarkozy vuole evitare che la cultura nazionale si inquini con tendenze straniere, effetto a mio avviso negativo della globalizzazione che coinvolge tutti i paesi del mondo.
Dall'altro potrebbe essere un primo debole approccio al rinvigorimento del nazionalismo francese che ai nostri giorni potrebbe essere controproducente.
Dando fiducia alla Francia e ai francesi, che mi hanno ospitato da studente, voglio favorire la prima ipotesi.
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Mi trovo pienamente d'accordo con te e con Sarko! Sperando di non banalizzare il discorso e soprattutto non volendo passare per demagogo, penso che dare del lei ai prof sicuramente non sarà un deterrente a farsi le canne durante la ricreazione.... sicuramente non invoglia neanche a farlo.
Grazie Paolo ;-)
Il rispetto da parte dei ragazzi non è una cosa che si impone ma che si conquista. I nostri giovani sono dotati di grande cuore e intelligenza, se mai hanno perso certe forme di rispetto i primi a doversi fare una autocritica sono le generazioni che li hanno preceduti e chiedersi molto seriamente quali messaggi e cultura abbiamo trasferito negli ultimi decenni. Non è certo pretendendo un "lei" o un "voi" che possiamo sfuggire alle responsabilità e lavarcene le mani.
... non so come fare per non risultare "Anonymous", mi firmo qua sotto ;)
Valerio Ravaglia
Caro Valerio,
pur essendo d'accordo con quanto scrivi, trovo il tuo commento non in argomento con il post.
Il rispetto non è legato ad un "voi" o un "lei". Ho visto studenti prendersi gioco di insegnanti dandogli comunque del "Lei". Ho visto anche pessimi insegnanti rivolgersi allo stesso modo con gli studenti.
Non è un problema di rispetto. E' un problema di cultura. Nella cultura italiana ci si rivolge ad un adulto con il "Lei", nella cultura francese con il "Voi" per rispetto della maggiore età non tanto della persona.
Essendo la scuola, bacino di cultura, pretendere che questa forma venga rispettata mi sembra lecito, a difesa delle proprie origini, contro l'inquinamento culturale.
Attenzione poi a non fare un errore oggi comune: la difesa a priori del giovane, in particolare dello studente, nei confronti dell'insegnante. Non siamo più nel 68, anzi oggi ci troviamo di fronte ad un'inversione di tendenza che, porta l'insegnante in una situazione di inferiorità che è controproducente nella sua posizione di educatore.
Ma questo, come ho già scritto, è un argomento OFF Topic.
... non so come fare per non risultare "Anonymous", mi firmo qua sotto ;)
Fatto. Ti ringrazio, in effetti mancava la firma. E' che fino a poco tempo fa i commenti erano solo per gli utenti registrati.